Ridurre l'incertezza
Ogni elemento deve aiutare il visitatore a sentirsi sicuro della propria scelta. Prezzi, tempi, spedizioni, resi, chi c'è dietro: dove manca una risposta, nasce un dubbio. E il dubbio non compra.
Il modello con cui progetto siti, ecommerce ed esperienze digitali. Non è un insieme di regole grafiche: è un modello decisionale, e serve a rispondere a una domanda sola prima di ogni modifica.
Posso fidarmi di questa azienda?
La fiducia non nasce da un singolo elemento. È il risultato di centinaia di piccoli dettagli che lavorano insieme, o che lavorano l'uno contro l'altro.
Nessuno di questi dettagli, da solo, fa comprare qualcuno. Ma ognuno di essi può far desistere.
Le due curve si incrociano nel punto in cui un sito smette di essere una presenza online e comincia a essere uno strumento di business. Quel punto non arriva da solo: lo si costruisce un dettaglio alla volta.
Sono tutti quelli qui sotto, e non sono in ordine di importanza: sono in ordine di incontro. Il visitatore li attraversa tutti, e a ognuno decide in silenzio se andare avanti.
Ogni dettaglio sistemato sposta l'ago di poco. Tutti insieme spostano la decisione d'acquisto.
Per farlo serve un filtro. Ogni intervento — grafico, tecnico o di contenuto — passa dalla stessa domanda prima di entrare in roadmap. Non è una linea guida: è una porta, e ha due uscite sole.
Questa modifica aumenta oppure diminuisce la fiducia del cliente?
Viene progettata, sviluppata, misurata. E documentata, così la decisione resta.
Anche se piace. Anche se lo fanno i competitor. Anche se è già stato pagato un plugin per farlo.
È una domanda semplice, e per questo funziona: rende discutibile una scelta progettuale senza trasformarla in una questione di gusto personale.
Se non aumenta la fiducia, non si fa.
Non sono cinque fasi in sequenza: sono cinque livelli che convivono. Ogni progetto li attraversa tutti, con pesi diversi.
Ogni elemento deve aiutare il visitatore a sentirsi sicuro della propria scelta. Prezzi, tempi, spedizioni, resi, chi c'è dietro: dove manca una risposta, nasce un dubbio. E il dubbio non compra.
Le informazioni devono essere semplici, ordinate e facilmente comprensibili. Se una pagina richiede sforzo per essere capita, l'utente non fa quello sforzo: chiude.
Un sito deve dimostrare competenza prima ancora di dichiararla. Il modo in cui è costruito comunica quanto è affidabile l'azienda che c'è dietro, molto prima di qualsiasi claim.
Ogni interazione deve essere coerente con la precedente: sito, email, checkout, assistenza, post-vendita. L'esperienza percepita è una sola, anche quando gli strumenti sono dieci.
La fiducia non è un concetto astratto: si osserva nei dati. Dove si abbandona, dove si torna indietro, cosa si legge e cosa si salta. Da lì si decide il prossimo intervento.
I cinque livelli del Framework
Le persone non vogliono un sito perfetto. Vogliono capire in fretta, decidere senza pensarci troppo e non pentirsene dopo. Tutto quello che si mette in mezzo a queste tre cose è un motivo per fermarsi.
Ogni motivo per fermarsi è una vendita che non arriva, ed è per questo che il filtro è uno solo: se ne servissero cinque, nessuno lo userebbe davvero.
«Le persone non vogliono un checkout perfetto. Vogliono comprare velocemente, senza pensare, senza dubbi. Il vostro lavoro è togliere tutto quello che li fa fermare.»
Questa frase l'ho detta su un palco, ed è il modo più corto che ho trovato per spiegare il Framework. Ogni dubbio che non risolvi è un motivo per fermarsi. Ogni motivo per fermarsi è una vendita che non arriva.
Sebastian Hornoi
Creatore del framework Fiducia Digitale
Puoi impararlo e usarlo da solo…
oppure raccontarmi il tuo progetto e vederlo applicato.
Ti risponde Sebastian Hornoi
Di persona, entro un giorno lavorativo